Citazione

"Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini." (Giovanni Falcone)

sabato 2 marzo 2013

La Sicilia. Martedì 1 Marzo 2011

Lotta alla criminalità organizzata nel ricordo di Peppino Impastato
Iniziativa di legalità promossa dagli alunni del liceo scientifico «Falcone

BARRAFRANCA. Sconfiggere la mafia, nel ricordo del ragazzo di Cinisi Peppino Impastato, con quei valori della legalità in una società che si dimostra debole. Questa in sintesi l’iniziativa sulla legalità promossa dagli studenti dello Scientifico «Giovanni Falcone» di via Pio La Torre nell’auditorium dell’istituti. Più di una ventina gli studenti che fanno parte del comitato studentesco dell’istituto e dei rappresentanti di istituto con Simone Puzzo, Salvatore Gueli, Carmen Simonte e Boris Marchì e che hanno organizzato l’iniziativa con una scritta al centro dell’auditorium «Ricorda Peppino Impastato». A partecipare all’incontro nell’auditorium alla presenza di oltre 400 studenti, Giovanni Impastato, fratello di Peppino il ragazzo di Cinisi ucciso dalla mafia, il maresciallo ordinario della stazione locale dei carabinieri, Amedeo Bove, e la barrese Alessandra Faraci, che opera nel carcere del «Malaspina» di Palermo e che ha fatto vedere un filmato con progetti e programma stabili al fine di dare «una speranza e un futuro ai giovani». Giovanni Impastato oltre a presentarsi ha parlato del fratello Peppino nell’ambiente familiare. «La mia situazione familiare, mio padre e gli zii - afferma Impastato - appartenevano alla famiglia Badalamenti e ogni sera c’erano liti, grida, insomma una famiglia allo sbaraglio completo. Tutto questo perché Peppino denunciava apertamente le opere mafiose della famiglia fino a quando alcuni mafiosi decisero di assassinarlo». Il padre di Peppino si recò fino in America per cercare di recuperare la situazione e di non fare uccidere il figlio Peppino ma la decisione era irrevocabile, tanto che riferì ai mafiosi «prima di uccidere Peppino devono uccidere me». Infatti la mafia uccise padre e figlio. L’istituto Falcone del dirigente Serafino Gueli ha visto anche la collaborazione dei rappresentanti d’istituto con Simone Puzzo, Salvatore Gueli, Carmen Simonte e Boris Marchì. «Ringraziamo il fratello di Peppino Impastato - afferma uno degli studenti, Simone Puzzo - per averci parlato di un fratello che ha sacrificato la sua vita per la legalità e lotta alla mafia. Abbiamo appreso che nei nostri gesti quotidiani dobbiamo dimostrare più senso civico e magari denunciare le irregolarità alle forze dell’ordine».


RENATO PINNISI